Biografia

Pietro Manfredi, nasce a Crotone il 3 giugno del 1929. Siamo in pieno periodo fascista e stanno sorgendo le prime fabbriche. La città è completamente impreparata a quello che sarà il destino futuro dei successivi 50 anni. Una città che nel giro di pochi anni con una popolazione che va dagli 11.000 abitanti ai 60.000 e più. Il centro storico è il principale quartiere residenziale, e la maggior parte delle attività sono lì o nelle immediate periferie. All’età di 16 anni, il suo spirito libero ed espansivo, lo portano a spiccare il volo e scappa per andare alla volta di Roma, già da allora, meta preferita dai crotonesi, per tentar fortuna. Ma presto ritorna per partire per Venezia per il servizio di leva. Viene chiamato in marina, dove vi rimane per oltre due anni. Congedato ritorna brevemente a Crotone, ma riparte per Roma, dove vi rimarrà per ben 8 anni. Quindi ritorna a Crotone, dove riprende pennelli e tavolozza, dopo un lungo periodo di pausa. Qui frequenta la galleria d’arte il “Tripode”, dove gli artisti locali si incontrano per confrontarsi sui temi dell’arte. Lì avverte la necessità di ricominciare, spinto ed incoraggiato, in particolare, dal maestro Salvatore Ferragina. Che sarà per sempre la sua vera guida artistica. Negli anni settanta le prime mostre, che porta avanti faticosamente, ottenendo qualche citazione critica favorevole. Crotone non è una piazza facile, e l’arte non è ancora poco diffusa e condivisa, se non da una sparuta elitè benestante. I fasti dell’antica cultura artistica sono stati affossati nel infinito patrimonio archeologico magno greco. Continua a studiare la storia dell’arte, ma approfondisce i temi dell’arte informale e astratta, attratto dalle opere di Mondrian, Kandinsky e Jackson Polloch. Proprio le opere di Pollock diventeranno, per oltre un ventennio, la sua principale fonte di ispirazione. Successivamente i suoi soggetti diventano timidamente più formali, ma è solo un esperimento, che lo porta a capire che la sua strada è quella di soffermarsi di più sugli aspetti cromatici, e quindi, l’uso della luce, delle ombre e dei forti contrasti.

il mondo di diego seranoMostra per il giubileo del 20002003-2007 14° anniversario